De Chirico - Montale

Piazza -
Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

[da Ossi di seppia, 1925]

A menudo la pena de vivir he encontrado:
era el río que bulle en la estrechura,
era el enroscarse de la hoja
reseca, era el caballo reventado.

No conocí más bienes que el prodigio
que encierra la divina Indiferencia:
era la estatua en la somnolencia de la siesta,
y la nube, y el detenido halcón en las alturas. 

/nobel_prizes discorso/montale

Bosch - Disney - Lucas

anatra cornetta - qui -
              di Hieronymus Bosch,

horn duck di
Alice nel paese delle meraviglie

star warsYoda medioevale - here -


Fabrizio Clerici - Milano 1913 - Roma 1993.



Un istante dopo, 1978

biografia   - post Böcklin Clerici -


Clerici by Moravia


/fabrizioclerici.com/


La barca solare, 1967



clerici fabrizio



Didone ed Enea -




patrizia cavalli.- clerici







Minerva phlegraea, 1956



oppure

Portrait of Anna Akhmatova (1914),
Nathan Altman
Già conoscevo tutti
gli abissi e i sentieri dell'insonnia,
ma questo è come uno scalpito di cavalli
al selvaggio ululato della tromba.
Entro in case deserte, fino a ieri
domestico rifugio di qualcuno.
Tutto è silenzio, solo bianche ombre
vagano in specchi estranei.
Danimarca, Normandia, oppure
io sono stata quì già prima,
e questa è la riedizione
di minuti obliati in eterno?


Anna  Achmatova
 - oblio - sonno -

nel silenzio

Sulla dura cresta di un rialzo di neve
verso la tua bianca, segreta casa,
procediamo in un trepido silenzio,
Andrew Wyeth
così tranquilli, tutti e due.
Più dolce di ogni canto che ho intonato
è per me questo sogno che si avvera:
il vibrare dei rami che sfioriamo
e il suono lieve dei tuoi speroni.

Anna Achmatova

Ma lì,
dove s’inventano i sogni
diversi per entrambi non bastavano,
uno noi ne vedemmo
ma di forza
come quando irrompe primavera.

Anna Achmatova

fruscii

La porta è socchiusa
La porta è socchiusa,
Vittorio Matteo Corcos
dolce respiro dei tigli...
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume...
tendo l'orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo...

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio cuore.
Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento...
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.
Achmatova

incontro

James Tissot - qui - qui -
Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell'incontrarci ci lasciava
l'impressione di una lotta.

Ed io, indovinato dal mattino
l'attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.

Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo...
Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.

Anna Andreevna Achmatova


bosco

"La firma in bianco" 1965, Magritte

La strada non presa.
Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei

Poi presi l'altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata;
Sebbene il passaggio le avesse rese
quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un'altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io -
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost - The Road Not Taken

 Entra

Quando arrivai al margine del bosco,
musica di tordo - ascolta!
Ora, se già imbruniva fuori,
dentro era buio.

Troppo buio perché lì un uccello
con un colpo d'ala
trovasse un miglior sito per la notte,
benché ancora potesse cantare.

L'ultimo sprazzo di luce del sole
che era morto all'ovest
viveva ancora per un altro canto
nel petto di un tordo.

E in quel buio fitto di colonne
correva musica di tordo -
quasi come un richiamo ad entrare
nel buio e nel lamento.

Ma no, io ero fuori in cerca di stelle:
io non sarei entrato.
Non l'avrei fatto neanche se richiesto,
e la richiesta non mi era venuta.

Robert Frost
lezione di Brodsky 


San Pietro

Gaspar van Wittel - qui  - San Pietro, Roma  c. 1711 - post -


Pannini, Roma sotto la neve. 1730

Pannini: interno 1731- interno 1750 - interno 1755 - piazza 1754 - 

inverni freddi in Europa dal XV secolo 

La gioia di scrivere

Ivan Generalić
Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi a un’acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Perché alza la testa, sente forte qualcosa?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio – anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola “bosco”.
Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasceranno scampo.
In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta
di cacciatori con l’occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.
Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d’occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non una cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.
C’è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?
La gioia di scrivere.
Il potere di perpetuare.
La vendetta d’una mano mortale.
discorso nobel

Non c'è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un'aiuola per le margheritine.
Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,....

Iosif Brodskij 1940 - 1996

Sono nato e cresciuto nelle paludi baltiche,
dove onde grigie di zinco vengono a due a due;
di qui tutte le rime, di qui la voce pallida
che fra queste si arriccia, come il capello umido;
se mai s’arriccia. Anche puntando il gomito, la  conchiglia
dell’orecchio non distingue in esse nessun ruglio,
ma battiti di tele, di persiane, di mani,
bollitori su fornelli, al massimo strida di gabbiani.
In questi piatti paesi quello che difende
dal falso il cuore è che in nessun luogo ci si può celare e si vede
più lontano. Soltanto per il suono è ostacolo:
l’occhio non si lamenta per l’assenza di eco.

Chinati, ti devo sussurrare all'orecchio qualcosa:
per tutto io sono grato, per un osso
di pollo come per lo stridio delle forbici che già un vuoto
ritagliano per me, perché quel vuoto è Tuo.
Non importa se è nero. E non importa
qui
se in esso non c'è mano, e non c'è viso, né il suo ovale.
La cosa quanto più è invisibile, tanto più è certo
che sulla terra è esistita una volta,
e quindi tanto più essa è dovunque.
Sei stato il primo a cui è accaduto, vero?
E può tenersi a un chiodo solamente
ciò che in due parti uguali non si può dividere.
Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come
può soltanto sognare un frammento! Una dracma
d'oro è rimasta sopra la mia retina.
Basta per tutta la lunghezza della tenebra.

(da "Poesie Italiane" - Elegie romane XII)

Iosif Brodskij   - wiki - /brodsky.

Gente sul ponte

Strano pianeta e strana la gente che lo abita.
Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo.
Hanno modi per esprimere la loro protesta.
Fanno quadretti, ad esempio questo:
A un primo sguardo nulla di particolare.
Si vede uno specchio d’acqua.
Si vede una delle sue sponde.
Si vede una barchetta che s’affatica.
Si vede un ponte sull’acqua e gente sul ponte.
La gente affretta visibilmente il passo
perché da una nuvola scura la pioggia
ha appena iniziato a scrosciare.
Il fatto è che poi non accade nulla.
La nuvola non muta colore né forma.
La pioggia né aumenta né smette.
La barchetta naviga immobile.
La gente sul ponte corre
proprio là dov’era un attimo prima.
È difficile esimersi qui da un commento:
Il quadretto non è affatto innocente.
Qui il tempo è stato fermato.
Non si è più tenuto conto delle sue leggi.
- qui - Van Gogh
Lo si è privato di influenza sul corso degli eventi.
Lo si è ignorato e offeso.
A causa d’un ribelle
un tal Hiroshige Utagawa
(un essere che del resto
da molto, come è giusto, è scomparso)
il tempo è inciampato e caduto.
Forse non è che una burla innocua,
uno scherzo della portata di solo qualche galassia,
tuttavia a ogni buon conto
aggiungiamo quanto segue:
Qui è bon ton
apprezzare molto questo quadretto,
ammirarlo e commuoversene da generazioni.
Per alcuni anche ciò non basta.
Sentono perfino il fruscio della Pioggia,
sentono il freddo delle gocce sul collo e sul dorso,
guardano il ponte e la gente
come se là vedessero se stessi,
in quella stessa corsa che non finisce mai
per una strada senza fine, sempre da percorrere,
e credono nella loro arroganza
che sia davvero così.


Vincent Van Gogh: Un pont sous la pluie (d'après Hiroshige)  (1887) - Olio su tela; Van Gogh Museum, Amsterdam

László Moholy-Nagy 1895 – 1946


7 A.M. (New Year's Morning) - ca. 1930



Moholy-Nagy

.metmuseum.org/

.geh.org/fm/amico99/

/exhibition-laszlo-moholy-nagy-the-art-of-light-at-ludwig-museum/ 








K VII
1922

donne che leggono

/sophie-calle.
Reader, 1994, Gerhard Richter







Balthus -Katia lisant-1974

Aleksandr Deyneka  1934

Maddalena che legge.
Rogier van der Weyden (1445 ca)





Pietro Rotari - "Girl with a book"


Utagawa Kuniyoshi, 1798 - 1861
La Vergine che legge -Vittore Carpaccio, 1505-10 -
 National Gallery of Art, Washington



















La lettura Jean-Honoré Fragonard (1732 - 1806)






Petrarca: I libri ci offrono un godimento molto profondo, ci parlano, ci danno consigli e ci si congiungono, vorrei dire, di una loro viva e penetrante familiarità. (dalle Epistole)

art reading womendonne che leggono  - letture.quadri - uomini leggendo

frugando


La mia anima screziata
Frugando fra le sue carabattole
Rifà un po’ di ordine nelle emozioni,
Mette in mostra chi è e chi vorrebbe essere,
Incespica tra direttive officiali e oniriche,
Sostiene febbrilmente le sue ultime perorazioni da lottatrice non ancora in pensione..

......
Come se le cose non fossero mai finite
O forse finisce sempre
Solo quello che esiste già nel presente...

Riri Sylvia Manor


poesia marina cvetaeva.  - marina cvetaeva

Sento qualcosa di insoddisfatto nel mio cuore, sempre. Petrarca. (da Secretum)

passato - pasado



 Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato e i ricordi ci sono, non per lasciare una prova della loro esistenza, ma nel caso qualcuno venisse a cercarli avrebbe qualcosa da trovare.

Todo está iluminado por la luz del pasado y los recuerdos están ahí, no para dejar prueba de su existencia, más bien en caso  que alguien quiera buscarlos tendría algo para encontrar.  

“Habrá que volver sobre lo que descansa en la memoria,  materia y trazo esculpido por el olvido, para que todo se ilumine y cobre fuerza como la historia que somos” Flann O’Brien.

il Verbo

Si risolve ben poco
con la mitraglia e col nerbo.
L’ipotesi che tutto sia un bisticcio,
uno scambio di sillabe è la più attendibile.
Non per nulla in principio era il Verbo
.  Montale

Se resuelve bien poco
con la metralla y con la fuerza.
La hipótesis que todo sea un juego de palabras,
un intercambio de sílabas, es la más atendible.
No por nada al principio era el Verbo.

O'keeffe - Mapplethorpe

Georgia O'Keeffe, Orchid here -


/georgia-o-keeffe/(magnolias)

martin-johnson-heade.Giant-Magnolias-On-A-Blue-Velvet-Cloth


Parrot tulip R.Mapplethorpe

robert mapplethorpe, orchid

Rebelde - Ribelle

José Benlliure. La barca de Caronte (1919). Valencia, Museo de Bellas Artes

"Caronte : yo seré un escándalo en tu barca.
Mientras las otras sombras recen, giman o lloren,
y bajo tus miradas de siniestro patriarca
las tímidas y tristes, en bajo acento, oren,
yo iré como una alondra cantando por el río
y llevaré a tu barca mi perfume salvaje
e irradiaré en las ondas del arroyo sombrío
como una azul linterna que alumbrara en el viaje.
Por más que tú no quieras, por más guiños siniestros
que me hagan tus dos ojos, en el terror maestros,
Caronte, yo en tu barca seré como un escándalo.
Y extenuada de sombra, de valor y de frío,
cuando quieras dejarme a la orilla del río
me bajarán tus brazos cual conquista de vándalo."   Juana de Ibarbourou.
Caronte: io sarò uno scandalo sulla tua barca. 
Mentre le altre ombre pregheranno, gemeranno o piangeranno, 
E sotto il tuo sguardo da sinistro patriarca 
Timide e tristi, sottovoce, supplicheranno, 
Io andrò come un’allodola cantando lungo il fiume 
E inonderò la tua barca col mio profumo selvaggio, 
E illuminerò le onde dell’oscuro ruscello 
Come una lanterna azzurra che illumini il cammino. 
Per quanto tu non voglia, per quanti sinistri lampi 
Mi lancino tuoi occhi, maestri di terrore, 
Caronte, io sulla tua barca sarò come uno scandalo 
Ed esausta d’ombra, di coraggio e di freddo, 
Quando vorrai lasciarmi sulla riva del fiume 
Saranno le tue braccia a depormi come conquista di vandalo. 
 
«Caron, non ti crucciare: 
vuolsi così colà dove si puote 
ciò che si vuole, e più non dimandare»  Inferno III - 94,96

Canova (1757-1822)


Danza dei figli di Alcinoo
Critone chiude gli occhi a Socrate, 1793