Vecchiaia - Vejez

Alfred Kubin

mapplethorpe

"La vejez (tal es el nombre que los otros le dan)
puede ser el tiempo de nuestra dicha.
El animal ha muerto o casi ha muerto.
Quedan el hombre y su alma."
J.L.Borges - Elogio de la sombra

"La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno)
può essere il tempo della nostra felicità.
l'animale è morto o è quasi morto.
rimangono l'uomo e la sua anima."
J.L.Borges - Elogio dell' ombra

Qundo mi vidi giunto in quella parte
di mia etade ove ciascun dovrebbe
calar le vele e raccoglier le sarte, 

Inf. 79-81  "

...tutto, figliolo, cambia in tarda età,
la vita si assottiglia,
tutto si riduce,
la proliferazione
della specie è mera
illusione, e nessuno sa
quale sarà il traguardo." Sebald - "Secondo natura" 2/VII - pag. 48


"Caronte: io sarò uno scandalo sulla tua barca." - non è di Neruda ,è di  Juana de Ibarbourou.
"Caronte : yo seré un escándalo en tu barca."

"Me acostumbro a envejecer, es el oficio más difícil del mundo,....
Envidio a los que no se dan cuenta de que envejecen,
tan ocupados están con sus cosas.
" Nâzim Hikmet - aqui -


Da così tanto tempo sono  nato
che sento certe volte
trascorrere su di me l'acqua gelata.
Arsenij Tarkovskij

Trionfo della Morte, Palermo


Devo ammettere che la posterità ha su di me un grande vantaggio. Essa conoscerà la mia epoca mentre questa ancora non si conosce. Saprà una quantità di cose che io ignoro. La mia cultura, la mia visione del mondo, le appariranno sorpassate. A parte alcune grandi opere che resistono ai secoli, disdegnerà gli alimenti di cui io mi sono nutrita. Simone de Beauvoir

V'è quasi sempre un'ambivalenza nel lavoro, che è al tempo stesso un asservimento, una fatica, ma anche una fonte d'interesse, un elemento di equilibrio, e un fattore di integrazione alla società. Quest'ambiguità si riflette nella pensione, che si può considerare come una specie di grande vacanza, o come una caduta tra gli scarti. Simone de Beauvoir

1 commento:

larcò ha detto...

NTERVISTA CON ATROPO

La signora Atropo?

Esatto, sono io.

Delle tre figlie della Necessità
Lei è quella con la fama peggiore.

Grossa esagerazione, poetessa mia.
Cloto tesse il filo della vita,
ma quel filo è sottile,
non è difficile tagliarlo.
Lachesi con la pertica ne fissa la lunghezza.
Non sono innocentine.

Però le forbici sono in mano Sua.

Giacché lo sono, ne faccio uso.

Vedo che anche ora, mentre conversiamo...

Sono lavorodipendente, questa è la mia natura.

Non si sente annoiata, stanca,
assonnata quantomeno di notte? No, davvero no?
Senza ferie, weekend, feste comandate
o almeno brevi pause per una sigaretta?

Ci sarebbero arretrati, e questo non mi piace.

Uno zelo inconcepibile.
Senza mai qualche riconoscimento,
premi, menzioni, coppe, medaglie?
Magari diplomi incorniciati?

Come dal barbiere? Molte grazie.

Qualcuno L'aiuta? E se sì, chi?

Un paradosso niente male - appunto voi mortali.
Svariati dittatori, numerosi fanatici.
Benché non sia io a costringerli.
Per loro conto si danno da fare.

Di sicuro anche le guerre devono rallegrarLa,
in quanto danno un bell'aiuto.

Rallegrami? È un sentimento sconosciuto.
Non sono io che invito a farle,
non sono io che ne guido il corso.
Ma lo ammetto: è grazie a loro soprattutto
che posso stare al passo.

Non le dispiace per i fili tagliati troppo corti?

Più corti, meno corti -
solo per voi fa la differenza.

E se uno più forte volesse sbarazzarsi di Lei
e provasse a mandarLa in pensione?

Non ho capito. Sii più chiara.

Riformulo la domanda: Lei ha un Superiore?

... Passiamo alla domanda successiva.

Non ne ho altre.

In tal caso, addio.
O per essere più esatti...

Lo so, lo so. Arrivederci. WS