Poesie - Poesias

andrew wyeth
Ci sono poesie che se non le afferri alla prima lettura le perdi, sono come un fulmine, una stella cadente, il volo di una farfalla.
Altre invece sono come il cioccolato, le mastichi e rimastichi, leggi e rileggi e vorresti farlo per ore.
Altre ancora sono così aperte e meravigliose che si adattano a chi le legge, sempre e comunque; sono come l'acqua.


Per Orazio: Una poesia è come un dipinto: ci sarà quella che, se ci stai davanti, ti cattura di più, e qualcuna che ti colpisce, se te ne allontani, Questa predilige l'ombra, questa vuol essere vista alla luce, e non teme l'arguto acume del giudice; questa è piaciuta solo una volta, questa piacerà anche se ci torni dieci volte. Ars Poetica (vv. 361-365)

Hay poesias que se no las captas a la primera lectura las pierdes, son como un relampago, una estrella fugaz, un vuelo de mariposa.
Otras al contrario, son como el chocolate, las masticas y lees y relees y masticas y quisieras tenerlas en la boca por horas.
Otras en vez, son tan abiertas y maravillosas que se adaptan a cualquiera que las lea y en cualquier momento, son como el agua.

Robert Burns - Borges - Leopardi - Pascoli - Japòn - Patrizia Cavalli -

Mottetto XIV


Infuria sale o grandine? Fa strage
di campanule, svelle la cedrina.
Un rintocco subacqueo s'avvicina,
quale tu lo destavi, e s'allontana.

La pianola degl'inferi da sé
accelera i registri, sale nelle
sfere del gelo . . . — brilla come te
quando fingevi col tuo trillo d'aria

Lakmé nell'Aria delle Campanelle.

Mantegna 1431 – 1506

Camera degli Sposi - l'incontro - veduta di Roma - Sullo sfondo è rappresentata una veduta ideale di Roma, in cui si riconoscono il Colosseo, la piramide di Cestio, il teatro di Marcello, il ponte Nomentano, le Mura aureliane, ecc. Mantegna inventò anche alcuni monumenti di sana pianta, come una statua colossale di Ercole, in un capriccio architettonico che non ha niente di filologico.

tra le nuvole



nuvole con profili umani


Trionfo della Virtù

Trionfo della Virtù,  Mantegna







Chiara Frugoni

C'è il volto di un demone tra le nuvole di un affresco di Giotto nella basilica superiore di San Francesco ad Assisi:










San Sebastiano Mantegna - Vienna

Curiosa presenza di una nube a forma di cavaliere in alto a sinistra, legata alla leggenda di re Teodorico, descritta sui rilievi della basilica di San Zeno a Verona. L'estraneità di Teodorico con la storia di san Sebastiano ha fatto pensare che si potesse anche trattare di un accenno a un cavaliere dell'Apocalisse, come simbolo della peste contro cui san Sebastiano veniva implorato.